Dato che mi interessa molto conoscere meglio quanto riguarda Gesù di Nazareth, mi sono messa a fare ricerche. Padrto dalla sua esistenza storica. Scusase il post è un po' lungo. Ho trovato molte notizie ma le più complete e chiare mi sono sembrate quelle di Piero Ottaviano sul sito
. Qualcosa ho riportato in modo ridotto anche sul mio sito
1.Il problema
La Chiesa pone alle sue origini un uomo, Gesù di Nazareth, detto il Cristo 1 (= portavoce di Dio) vissuto in Palestina nel I sec. d.C. di cui dice che è risorto.
Ma Gesù è davvero esistito?
Cosa sappiamo su di lui?
La nostra sarà una ricerca sui documenti antichi.
2. La risposta
Trattandosi di un personaggio di 2000 anni fa, la risposta si può avere solo dai documenti storici antichi, i quali sono di sue tipi:
- scritti da non cristiani
- scritti da cristiani.
Precisazioni
1. I documenti non cristiani verranno riportati prevalentemente per esteso, in una nostra traduzione quasi letterale.
2. Dei documenti cristiani (contrassegnati con *) daremo invece solo le informazioni essenziali, perché è abbastanza facile trovarli e poi perché da qualcuno possono essere contestati in quanto "di parte" (... ma ci può essere uno storico che non sia di parte?).
3.Citeremo i documenti secondo l'ordine cronologico della loro data di composizione (sicura o probabile).
a) Documenti del I sec. d.C.
45-80 * Vangelo secondo Matteo, scritto in greco, probabilmente come rielaborazione di un documento più antico, che non possediamo, redatto in una lingua semita.
50-65 * Vangelo secondo Marco, in greco.
50-67 * Epistolario Paolino, 13 lettere di Paolo in greco.
55-62 * Vangelo secondo Luca, in greco (collocato da vari studiosi dopo il 70).
50-58? * Lettera di Giacomo, scritta in greco.
61-63 * Atti di apostoli, in greco (anche dopo il 70?).
60-65? * Prima lettera di Pietro, in greco.
64-67? * Lettera agli ebrei, in greco.
70-80? * Didaché (cioè "dottrina dei dodici apostoli"), in greco.
* Seconda lettera di Pietro, in greco.
* Lettera di Giuda, in greco.
80-95 * Scritti di Giovanni, in greco:
* Vangelo
* Tre lettere
* Apocalisse
93-94 - Le antichità giudaiche di Giuseppe FlavioGiuseppe (37-110 d.C.), è uno storico ebreo, diventato filoromano, al servizio di Vespasiano e di suo figlio Tito, divenuti imperatori.
Scrisse in greco varie opere storiche tra cui le Antichità giudaiche, in 20 libri, che raccontano la storia ebraica da Abramo ai suoi tempi.
Nel libro XVIII, § 63-64, si trova un passo, detto Testimonium flavianum, citato da Eusebio di Cesarea nella Storia Ecclesiastica (1,11,7) e nella Demonstr. evang. (3,5,105-106), e dal vescovo cristiano Agapio (sec. IX) nella sua Storia Universale scritta in arabo.
Presentiamo qui il testo ora accettato da tutti:
«Ci fu verso questo tempo (l'anno 30 d.C.) Gesù uomo sapiente. La sua condotta era buona ed era stimato per la sua virtù. E attirò a sé molti giudei e anche molti greci. Pilato lo condannò ad essere crocifisso e a morire. Ma non cessarono di amarlo coloro che da principio lo avevano amato. Essi raccontano che era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione e che era vivo. Forse perciò era il Cristo di cui i profeti hanno raccontato tante meraviglie»
95 * Prima lettera di Clemente, vescovo di Roma, scritta in greco e indirizzata ai cristiani di Corinto.
b) Documenti del II sec. d.C.
96-138 * Lettera di Barnaba, in greco.
105-7 * Epistolario di Ignazio di Antiochia, in greco: comprende 7 lettere indirizzate da questo vescovo ai cristiani di varie Chiese che avrebbe incontrato mentre veniva portato a Roma per subirvi il martirio.
112 ? - Annales di Tacito, scritti in latino.
Sono la storia dell'Impero romano dalla morte di Augusto a quella di Nerone, cioè dal 16 al 68 d.C. Racconta che nel 64 c'era stato a Roma un incendio ed era corsa voce che l'imperatore Nerone stesso avesse dato ordine di appiccare il fuoco. In riferimento a tale fatto lo storico romano scrisse:
«Per mettere fine alla diceria, Nerone fece passare per colpevoli e sottopose a pene raffinatissime coloro che la plebaglia, detestandoli per le loro vergognose azioni, denominava cristiani. L’autore di questo nome, Cristo, era stato messo a morte sotto l’impero di Tiberio, per ordine del procuratore Ponzio Pilato; e, pur essendo stata momentaneamente repressa, questa esiziale superstizione ricominciava a diffondersi, non solo per la Giudea, origine di quella sciagura, ma anche a Roma, dove da ogni parte confluisce e viene tenuto in onore tutto ciò che vi è di scellerato e di vergognoso. Perciò, in primo luogo furono arrestati coloro che confessavano, quindi, dietro loro indicazione, una grande moltitudine fu condannata, non tanto per l’accusa di aver appiccato l’incendio, quanto per odio del genere umano» (Annales, XV, 44).
112 - Lettera di Plinio il giovane all’imperatore Tra-iano, scritta in latino (Epist. X, 96).
Plinio è «legato per la provincia del Ponto e della Bitinia con potere consolare». Riportiamo parti della lettera:
«Non ho mai preso parte ad istruttorie a carico dei cristiani; perciò, non so che cosa si sia soliti fare: o punire, od inquisire, ed entro quali limiti ]...].
Certamente erano meritevoli di castigo per la loro pertinacia e la loro cocciuta ostinazione. Altri ve ne furono, colpiti dalla stessa follia, al cui riguardo, poiché erano cittadini romani, ordinai che fossero condotti a Roma. Ben presto, poiché, per il fatto stesso di trattare questi problemi, le accuse aumentarono, come di solito accade, mi capitarono sottomano numerosi casi [...].
Altri, denunciati da un delatore, dissero di essere cristiani e subito dopo negarono; dissero di esserlo stato in passato, ma di aver cessato di esserlo, chi da tre anni, chi da un numero d’anni ancor maggiore, alcuni addirittura da vent’anni. Anche tutti costoro venerarono la tua immagine e quella degli dèi e maledissero Cristo.
Dicevano, inoltre, che la loro colpa o il loro errore consisteva nel fatto di esser soliti riunirsi all’alba in un giorno fisso e di intonare a cori alterni un inno in onore di Cristo, come se fosse un dio, e di impegnarsi con un giuramento non a commettere qualche delitto, ma a non commettere furti, frodi, adultèri, a non venir meno alla parola data, a non negare un deposito, qualora ne fossero richiesti. Fatto ciò, era loro costume allontanarsi e ritrovarsi di nuovo insieme per prendere un cibo, ad ogni modo comune ed innocente, ma avevano desistito da questa usanza in seguito al mio editto, nel quale, in osservanza ai tuoi ordini, avevo vietato la costituzione di eteríe (= associazioni) [...] Mi è parso, infatti, che la questione meritasse di esser sottoposta al tuo giudizio, soprattutto per il numero di quelli che sono coinvolti in questo pericolo: molte persone di ogni età, di ogni ceto sociale, addirittura di ambo i sessi, sono trascinate in questo pericolo e ancora lo saranno. E non solo per la città, ma anche per i sobborghi e per le campagne si è esteso il contagio di questa deleteria superstizione; tuttavia, mi pare che si possa ancora bloccarla e ricondurla nella norma».
112 - Risposta di Traiano a Plinio (Epist. X, 97)
«Mio caro Plinio, nell’istruttoria dei processi contro coloro che ti venivano denunciati come cristiani, hai seguito la procedura alla quale dovevi attenerti. Non si può infatti stabilire una norma generale che abbia, per così dire, un carattere rigido. Non li si deve ricercare; nel caso in cui vengano denunciati e riconosciuti colpevoli, debbono esser puniti, in modo, però, che colui che avrà negato di esser cristiano e lo avrà dimostrato coi fatti, cioè rivolgendo suppliche ai nostri dèi, sebbene sospetto in passato, ottenga il perdono per il suo ravvedimento».
120 - Vite dei Cesari di Svetonio, scritte in latino
Nella Vita di Claudio (25, 4), dice che l'imperatore:
«Espulse da Roma i giudei diventati per istigazione di Cresto 1, una continua causa di disordini».
L’espulsione avvenne nel 49 (cfr. anche Atti 18, 2).
125 * Apologia di Quadrato all’imperatore Adriano.
150 * Il Pastore di Ermas: è una raccolta di visioni in greco.
155-65 - Giustino, filosofo cristiano nato a Nablus, in Samaria, ma non ebreo, scrisse in greco tre opere:
* due Apologie in difesa dei cristiani (a. 155 e 165)
* Dialogo con Trifone (anno 160)
è un dialogo tra Giustino ed il rabbino ebreo Trifone a proposito dell'Ebraismo e del Cristianesimo. In esso Giustino afferma:
«Voi ebrei avete preso uomini scelti di Gerusalemme e li avete inviati per tutta la terra a dire che era apparsa la setta empia ed iniqua dei cristiani» (17,1) «per l'errore di un certo Gesù, un galileo, e dicendo che loro (=gli ebrei) l'avevano crocifisso, ma i suoi discepoli l'avevano sottratto di notte dal sepolcro dove era stato deposto una volta schiodato dalla croce e ora andavano ingannando gli uomini affermando che era ridestato dai morti ed era salito al cielo» (108,1).
Questo giudizio di malafede contro i cristiani ha varcato i secoli ed è ancora sostenuto oggi da studiosi ebrei.
177 * Apologia di Atenagora all'imperatore Marco Aurelio.
180 - Il discorso veritiero del filosofo Celso (conservato nel * Contra Celsum di Origene), sostiene che:
Gesù era soltanto un uomo; le profezie (dell'Antico Testamento) si possono adattare a migliaia di altre persone meglio che a Gesù.
Si noti che, davanti all’abbondanza delle fonti cristiane, le fonti non cristiane riguardanti l'origine del Cristianesimo sono assai poche, perché la «Storia» si accorge di un fenomeno solo quando esso acquista notevole rilevanza. E, normalmente, ciò avviene solo molto tempo dopo che il fenomeno è sorto.
c) Documenti con fonti dei sec. I e II
a) Libri apocrifi 1 del N.T. (soprattutto vangeli)
Sono "costruzioni" della vita di Gesù o di qualche apostolo. Spesso sono attribuite ad un apostolo per dare maggior credito al libro stesso, anche se in qualche caso è facile dimostrare che si tratta di un falso. Per questo sono anche detti "libri pseudoepigrafi" (= falsamente attribuiti).
Nascono dal desiderio di conoscere qualche cosa di più sul Maestro-Fondatore o sugli altri fondatori del Cristianesimo e dipendono spesso in modo evidente dai libri del Nuovo Testamento: cercano di supplire con la fantasia al carattere lacunoso dei libri ufficiali. Non è escluso che qualche informazione sia storica.
Spesse volte sono difficili da datare. Elenchiamo i principali, di cui abbiamo frammenti:
* Vangelo secondo gli ebrei, redatto in aramaico, poi tradotto in greco.
* Vangelo dei nazorei, (lingua ?).
* Vangelo degli ebioniti, in greco.
* Vangelo degli egiziani, in greco.
* Vangelo di Pietro, in greco.
* Protovangelo di Giacomo, in greco.
* Vangelo di Tommaso, in greco.
* Atti di Pilato, in greco.
* ...
b) I Talmùd (III-V sec.) - libri ebraici
Sono scritti del giudaismo ufficiale per interpretare e commentare la legge di Mosè. Sono giunti a noi in due edizioni: quella di Gerusalemme (più breve) e quella di Babilonia (più lunga). In questi libri la figura di Gesù è ben nota.
Nell’edizione babilonese di questi scritti è contenuto questo brano:
«Ecco ciò che è trasmesso: Il giorno di preparazione di Pasqua, fu appeso Gesù (di Nazareth, aggiunge un manoscritto). Un araldo aveva camminato quaranta giorni davanti a lui (dicendo): "Deve essere lapidato perché ha praticato la magia e ha sviato e sedotto Israele. Chiunque sa qualcosa a sua discolpa venga a difenderlo". Ma non fu trovata alcuna difesa e fu appeso il giorno di preparazione della Pasqua» (Sanhedrin 43a). Si noti la somiglianza di questo giudizio con quello riportato da Giustino nel suo Dialogo con Trifone (v. pag. 31)Nel Talmùd di Gerusalemme è scritto:
«Così parla R. Abbahu: quando uno dice "sono Dio" egli mente; "sono Figlio dell’uomo", alla fine Egli lo rifiuterà; "Io salirò al cielo", lo dice ma non può compierlo» (Taanìt II,1 opp. II, 65, 69). Palesi allusioni ai testi evangelici.Da vari altri passi indiretti del Talmùd, sappiamo anche che Gesù è nato da una pettinatrice di nome Maria e da un soldato romano di passaggio di nome Pantera o Pandera (anche il Talmùd allora ammette che Giuseppe non è il padre di Gesù!).
3. Conclusioni minime
Dai documenti non cristiani emerge:
1. È esistito Gesù di Nazareth 1, morto giustiziato attorno al 30 d.C. in Palestina, sotto Ponzio Pilato, ai tempi dell’imperatore romano Tiberio.
2. I suoi seguaci affermano di aver visto Gesù nuovamente vivo e riconoscono in lui il Cristo (o Dio).
3. Gesù è indicato come il fondatore di un gruppo di seguaci.
Ciao, alla prossima!